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Il packaging come leva strategica per il procurement nel settore dei beni di largo consumo confezionati (CPG)
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- Guida
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by Julien Bitton, George Bradshaw-Smith
Per molto tempo il packaging è stato gestito principalmente con due obiettivi: contenere i costi e migliorare la sostenibilità. Sebbene questi aspetti rimangano fondamentali, oggi non sono più sufficienti a cogliere tutto il valore che questa categoria può generare.
Il packaging influisce direttamente sulla protezione dei margini, sulla resilienza della supply chain, sulla conformità normativa, sull'efficienza operativa, sui costi logistici e, in ultima analisi, sull'esperienza del consumatore.
Per questo motivo, i procurement leaders del settore CPG devono considerare il packaging come una leva strategica e non semplicemente una categoria di spesa da negoziare periodicamente. Un approccio integrato, supportato dai dati e condiviso con le funzioni aziendali coinvolte, consente di generare valore ben oltre il saving.
1 Rendere il packaging una leva strategica di gestione
Non è possibile gestire il packaging in modo strategico senza una visibilità completa sulla categoria di spesa.
Molte organizzazioni conoscono la propria spesa per il packaging, ma non dispongono di informazioni sufficientemente dettagliate su ciò che acquistano. Il procurement ha spesso visibilità su fornitori, volumi e prezzi, ma una conoscenza limitata di specifiche tecniche, composizione dei materiali, contenuto riciclato, siti produttivi, requisiti normativi e possibili fonti di approvvigionamento alternative.
In assenza di queste informazioni, si rischia di ottimizzare la metrica sbagliata. Un imballaggio apparentemente meno costoso in termini di prezzo unitario può generare maggiori costi logistici, ridurre l'efficienza produttiva, aumentare le scorte o incrementare il rischio di non conformità.
Il costo del packaging non coincide con il suo prezzo di acquisto. Occorre considerare anche il Total Cost of Ownership (costo totale di possesso), che comprende modalità di approvvigionamento, attrezzaggi, prestazioni delle linee produttive, magazzino, danni ai prodotti, attività amministrative, obblighi EPR (Responsabilita’ estesa del produttore) e gestione delle eccezioni.
Azioni prioritarie
- Mappare la spesa per packaging per fornitore, SKU, formato, materiale, specifica, area geografica e business unit.
- Identificare le specifiche critiche per il business, personalizzate, a fornitore unico o difficilmente sostituibili.
- Raccogliere i dati necessari per valutare riciclabilità, contenuto di materiale riciclato, conformità a EPR, PPWR e normative sulla tassazione del packaging.
- Quantificare i principali costi nascosti, come quantità minime d'ordine, dimensione dei lotti, saturazione dei trasporti, complessità delle scorte, danneggiamenti e performance produttive.
- Verificare che le informazioni sulle specifiche tecniche e funzionali siano patrimonio dell'azienda e non esclusivamente del fornitore.
2 Ridurre la complessità che limita la creazione di valore
La complessità del packaging deve essere gestita come una scelta di business e non come una semplice conseguenza operativa.
Nel tempo, la complessità aumenta con il lancio di nuovi prodotti, le richieste specifiche dei retailer, le varianti introdotte dal marketing e l'adozione di nuovi materiali per rispondere agli obiettivi di sostenibilità.
Molto più raramente, però, vengono eliminate in modo sistematico le specifiche e gli SKU ormai obsoleti.
Il risultato è un portafoglio frammentato che riduce il potere negoziale, complica la pianificazione, aumenta le scorte e rende la supply chain più difficile da gestire.
La differenziazione resta un elemento importante per il mercato e per il consumatore, ma ogni elemento di complessità dovrebbe generare un valore concreto.
Azioni prioritarie
- Analizzare formati e specifiche per individuare varianti non necessarie.
- Distinguere la differenziazione grafica dalla complessità produttiva: artwork differenti possono essere indispensabili, mentre formati differenti non sempre lo sono.
- Individuare opportunità di standardizzazione per aumentare i volumi acquistati e migliorare l'efficienza dei fornitori.
- Razionalizzare SKU poco utilizzati o formati a basso volume che generano costi e rischi sproporzionati.
- Collaborare con pianificazione e commerciale per migliorare le modalità di approvvigionamento, soprattutto per gli SKU stabili, attraverso lotti più grandi o maggiormente prevedibili.
3 Rafforzare la resilienza attraverso meccanismi commerciali efficaci
Un procurement di tipo transazionale reagisce agli aumenti di prezzo richiesti dai fornitori. Un procurement strategico definisce invece meccanismi commerciali che consentono a entrambe le parti di adattarsi con trasparenza all'evoluzione del mercato.
Affidarsi esclusivamente alla negoziazione è sempre meno efficace nei mercati del packaging caratterizzati da forte volatilità. Meccanismi di indicizzazione, clausole trasparenti sugli adeguamenti di costo e contratti ben strutturati non riducono il controllo commerciale, ma introducono disciplina e prevedibilità.
Inoltre, i fornitori strategici rappresentano una fonte preziosa di informazioni sulla disponibilità dei materiali, sull'evoluzione normativa, sui vincoli produttivi e sulle opportunità di innovazione.
Azioni prioritarie
- Riesaminare i contratti verificando indicizzazione, clausole di adeguamento delle materie prime, sovrapprezzi e frequenza delle revisioni prezzo.
- Per ogni sovrapprezzo, definire chiaramente presupposti, criteri di attivazione, durata, revisione e condizioni di cessazione.
- Assicurarsi che i meccanismi di revisione funzionino in entrambe le direzioni, prevedendo riduzioni automatiche quando gli indici diminuiscono.
- Ridurre le negoziazioni occasionali concordando formule di adeguamento trasparenti.
- Valutare accordi di lungo periodo affiancandoli a misure di continuità operativa, piani di disaster recovery e capacità produttive alternative.
- Coinvolgere i fornitori strategici su innovazione, conformità normativa e resilienza, oltre che sul prezzo.
4 Integrare la conformità normativa nella strategia di procurement
L'evoluzione della normativa sul packaging sta ridefinendo il ruolo del procurement.
Requisiti come la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), gli obblighi sul contenuto riciclato, le imposte sul packaging e le normative nazionali non possono più essere gestiti esclusivamente dalle funzioni Sustainability o Compliance.
Il procurement deve bilanciare contemporaneamente aspetti economici, normativi e operativi. Il fornitore con il prezzo più competitivo potrebbe non essere in grado di fornire i dati necessari a dimostrare la conformità, mentre una soluzione tecnicamente conforme potrebbe incidere negativamente su disponibilità dei materiali, efficienza produttiva o protezione del prodotto.
Gestire questi compromessi è oggi una competenza centrale del procurement.
Azioni prioritarie
- Inserire i requisiti normativi tra i criteri di valutazione dei fornitori e nelle richieste di offerta.
- Valutare il packaging per singolo mercato, considerando le differenze normative tra Paesi.
- Mappare il livello di esposizione normativa per materiale, formato, fornitore e SKU.
- Valutare le alternative sostenibili considerando costi, disponibilità, protezione del prodotto, performance produttive e impatto sul consumatore.
- Coinvolgere il procurement fin dalle prime fasi delle valutazioni normative, prima della definizione delle specifiche.
5 Valutare il packaging in ottica di valore complessivo
Le decisioni sul packaging producono effetti lungo tutta la catena del valore.
Una riduzione del consumo di materiale può diminuire i costi diretti ma aumentare quelli logistici. Un alleggerimento del packaging può favorire la sostenibilità ma compromettere la protezione del prodotto. Un nuovo formato può migliorare la visibilità a scaffale ma aumentare la complessità produttiva o ridurre il potere negoziale.
Il procurement è nella posizione ideale per valutare questi compromessi, adottando una prospettiva che tenga conto simultaneamente di costi, resilienza, conformità normativa, efficienza operativa ed esperienza del consumatore.
Ciò richiede una maggiore collaborazione tra le diverse funzioni aziendali e una capacità di mettere a disposizione dati e analisi che supportino decisioni consapevoli.
Azioni prioritarie
- Istituire un tavolo di lavoro interfunzionale con procurement, ingegneria del packaging, operations, sostenibilità, supply chain, finanza e funzioni commerciali.
- Valutare le principali decisioni sul packaging considerando costi, conformità, resilienza, sostenibilità, performance operative ed esperienza del cliente.
- Utilizzare i dati del procurement per collegare le scelte di sourcing all'impatto complessivo sul business.
- Dare priorità alle iniziative in funzione del valore generato, della fattibilità e della riduzione del rischio, non esclusivamente del potenziale di saving.
- Misurare le performance del packaging attraverso indicatori di valore complessivo e non solo attraverso il prezzo unitario.
Il piano in 90 giorni per i leader procurement del settore CPG
Scopri come ridurre i costi del packaging, gestire i rischi, migliorare la conformità e costruire supply chain più resilienti con un approccio strutturato in 90 giorni.
- Giorni 1-30 – Costruire la base informative: Sviluppare la visibilità necessaria su specifiche, fornitori, materiali, esposizione normativa e principali fattori di costo.
- Giorni 31-60 – Definire le priorità: Individuare le principali fonti di complessità, rischio di fornitura, carenze informative e pratiche di approvvigionamento che limitano la creazione di valore.
- Giorni 61-90 – Rafforzare il modello operativo: Aggiornare i meccanismi commerciali, rivedere gli accordi con i fornitori, migliorare la pianificazione della continuità operativa e introdurre una governance interfunzionale a supporto delle decisioni sul packaging.
Conclusioni
L'errore più comune è ritenere che il principale margine di miglioramento nel packaging risieda nella negoziazione di un prezzo di acquisto più basso. In realtà, il packaging influenza direttamente produzione, logistica, gestione delle scorte, conformità normativa, sostenibilità, resilienza della supply chain, esperienza del consumatore e, in ultima analisi, la redditività dell'azienda.
Le organizzazioni che sapranno generare il maggiore valore saranno quelle in grado di sviluppare una piena visibilità prima di perseguire il saving, eliminare la complessità non necessaria, adottare meccanismi commerciali trasparenti, integrare la conformità normativa nelle decisioni di sourcing e valutare ogni scelta in una prospettiva di valore complessivo.
Il packaging non può più essere considerato una semplice categoria di acquisto. Deve essere gestito come una leva strategica per proteggere i margini, rafforzare la resilienza della supply chain e sostenere la creazione di valore nel lungo periodo.
Per i Chief Procurement Officer e i responsabili procurement, la vera opportunità non consiste solo nel negoziare contratti migliori, ma nel dotare le proprie organizzazioni delle competenze, delle informazioni e della disciplina commerciale necessarie per costruire un vantaggio competitivo duraturo attraverso il packaging.