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Digital procurement: una panoramica sulle differenze geografiche

Abbiamo intervistato 250 CPO e responsabili del procurement in Regno Unito, Stati Uniti e Germania per il nostro studio di ricerca “Procurement 2025: la trasformazione digitale sta generando un procurement più efficace?”, condotto in collaborazione con la Cranfield University. 

Questo studio si pone l’obiettivo di comprendere lo stato attuale e la direzione futura del procurement, in particolare a livello di trasformazione digitale, utilizzo della tecnologia da parte delle aziende per potenziare i processi e barriere allo sfruttamento del pieno potenziale tecnologico.  

Le risposte date dal campione intervistato nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Germania presentano alcune inevitabili differenze geografiche. In questo articolo analizziamo alcune di queste differenze, cercando di capirne le ragioni di fondo.

Regno Unito

  • Il 72% del campione intervistato è convinto che investire nella visibilità dei dati e nell’automazione aiuti a migliorare gli utili (la percentuale sul campione totale è pari al 65%)

“Recentemente alcuni team di procurement nel Regno Unito hanno investito in soluzioni tecnologiche al fine di trasformare la loro funzione in una fonte di dati e analisi per l’intera azienda, generando quindi una maggiore domanda per i propri servizi. Questo fattore ha contribuito a promuovere un processo decisionale più informato a livello aziendale e a potenziare l’efficienza in diverse aree”.

  • Per quanto riguarda la segmentazione dei fornitori strategici sulla base di criteri standard, i più attivi in questo senso sono risultati i responsabili del procurement britannici (55%), seguiti dai loro omologhi statunitensi (47%) e tedeschi (44%)

“In linea generale le grandi aziende britanniche tendono a conoscere bene chi sono i loro fornitori strategici e perché. Tuttavia sono poche le realtà che possono dire di avere un vero rapporto con i loro fornitori strategici. Questo rapporto deve ridurre al minimo le discussioni operative e transazionali e dedicare più tempo a creare una relazione biunivoca e reciprocamente benefica volta a generare livelli maggiori di innovazione e vantaggio competitivo su un orizzonte temporale più esteso. In questo senso il lavoro da fare è ancora tanto”.

 

Il 72% del campione intervistato è convinto che investire nella visibilità dei dati e nell’automazione aiuti a migliorare gli utili

Stati Uniti

  • Il 59% del campione statunitense (contro il 49% del numero totale di intervistati) attende lo sviluppo di nuove tecnologie prima di investire in nuove soluzioni.
  • Ciò nonostante, il 65% (contro una media totale del 54%) pensa che i sistemi e i processi datati siano una barriera al progresso.

Il principale ostacolo da superare per il procurement è ottenere l’attenzione e il sostegno alle proprie iniziative da parte dell’azienda. Dotarsi delle giuste competenze analitiche e funzionali può aiutare a strutturare la strategia in modo da coinvolgere meglio l’azienda. Nonostante il cambiamento che deve avvenire all’interno dell’azienda sia molto più problematico rispetto all’investimento iniziale, non sempre il procurement riceve il sostegno finanziario di cui ha bisogno e in alcuni casi utilizza sistemi più obsoleti già in uso in altri ambiti aziendali. Tutto questo rappresenta un ostacolo”.

  • Il 76% del campione americano ritiene che la mancanza di conoscenze e competenze penalizzerà le capacità di realizzare le priorità strategiche a livello di procurement.

Non sempre il procurement riceve il sostegno finanziario di cui ha bisogno e in alcuni casi utilizza sistemi più obsoleti già in uso in altri ambiti aziendali. Tutto questo rappresenta un ostacolo

“Uno degli ostacoli principali della fase attuativa è che questi strumenti non possono sostituire completamente l’elemento umano. Non è ancora chiaro a tutti come applicare le informazioni estrapolate grazie alla tecnologia, senza contare che alcuni utenti devono anche modificare i propri metodi di lavoro.”

 

Germania

  • L’87% dei responsabili del procurement tedeschi intende utilizzare meglio le tecnologie esistenti
  • Il 68% vuole modernizzare i sistemi già in uso (rispetto a una media generale del 53%)
  • Il 75% pensa che l’integrazione delle tecnologie esistenti potrà avere un impatto significativo sul procurement nei prossimi 5 anni

“Molte aziende tedesche operano in molteplici paesi e da molteplici siti e crescono per acquisizioni; in questo senso l’integrazione dei sistemi assume un carattere ancor più essenziale e prioritario. Ma invece di investire in modo sostanziale in tecnologia, le stesse aziende continuano a usare i soliti sistemi nonostante fatichino a ottenere la trasparenza dei dati di cui hanno bisogno. Le informazioni ci sono ma non vengono presentate nel modo in cui ne ha bisogno il procurement, perché tutti questi sistemi non operano ancora in sinergia”.

  • Il 61% dei responsabili del procurement tedeschi pensa di essere indietro o al pari dei concorrenti a livello di investimenti tecnologici

“Storicamente la funzione del procurement ha un ruolo centrale negli investimenti tecnologici. La ragione è che spesso manca un business case abbastanza solido da giustificare l’introduzione di sistemi costosi e le aziende sono reticenti a investire. Il procurement non può ignorare il contributo che potrebbe ricevere dalla tecnologia per promuovere maggiore efficienza ma nulla può avvenire se l’azienda non decide di investire del denaro”.

Il procurement non può ignorare il contributo che potrebbe ricevere dalla tecnologia per diventare più efficiente

Per saperne di più sulle sfide e i benefici della digitalizzazione del procurement, scarica il nostro studio Procurement 2025
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